Ponal 5
trilocale - Ponal
Posto al secondo ed ultimo piano, Ponal 5, è un grande trilocale di 130 mq composto da ingresso...
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La storia di Campione del Garda è il racconto della vita di un borgo dalla forte vocazione industriale e commerciale. Descritto già dalle cronache del XVI secolo come sede di cartiere, mulini e fucine è divenuto nel tempo un autentico modello di villaggio operaio a misura d'uomo. Nel corso del tempo questo borgo ha conosciuto fasi di ascesa e di declino, condividendo le sorti delle attività produttive che ne hanno modellato l’insediamento sociale ed urbano.
Campione del Garda e la sua vocazione industriale
Nel XVIII secolo, grazie alla famiglia Archetti, la produzione venne sistematizzata, fino a culminare nell’apertura di una nuova filanda e alla costruzione di "Villa Archetti". Alla base del successo industriale e produttivo vi fu certamente questa famiglia lombarda e il loro “Negozio” maggiormente redditizio, che poteva contare su abbondanti cadute d’acqua per azionare le macchine delle fucine, legno per fabbricare carbone e una spiccata abilità artigianale. L’assenza di eredi convinse Giovan Antonio Archetti, sul finire del XVIII secolo a cedere l’impresa alla famiglia Bottura, decretando l’inizio di una crisi sempre più forte.
Il rilancio a cavallo del XX Secolo
Dovettero passare ottant’anni, prima che una nuova avventura imprenditoriale, questa volta legata alla filatura del cotone, rilanciasse le sorti del polo industriale. Grazie all’intervento nel 1896 di Giacomo Feltrinelli, e successivamente di Vittorio Olcese, il borgo si ripopolò, assumendo i connotati di un villaggio operaio, volto ad ospitare le famiglie impiegate nel nuovo stabilimento. In quel frangente storico la località venne rilanciata da un punto di vista produttivo, ma ciò che caratterizzò quel periodo fu innanzitutto la nuova evoluzione di una piccola grande comunità.
La crisi di Campione del Garda e l’intervento di Coopsette
Lo stato di abbandono che ha caratterizzato in tempi recenti la frazione di Tremosine è una diretta conseguenza della chiusura dello stabilimento di proprietà del Cotonificio Olcese Veneziano, avvenuta nel 1981 a causa della crisi economica degli anni Settanta. Nel 2002 Coopsette, azienda leader nella riqualificazione di aree urbane, diviene proprietaria dell’area dando nuova vita all’intero borgo.